Valori
In cosa credo
Nel mio marchio il razzo è il motore: fare le cose nel modo giusto. Ecco cosa intendo.
Se non serve alle persone, non lo costruisco
Lavoravo in un posto dove stavo bene, con colleghi che stimavo. Mi era stato affidato un progetto nuovo, che volevo costruire perché lasciasse qualcosa di concreto alle persone a cui era destinato. A un certo punto la direzione è cambiata: contavano i numeri e il fatturato, non quello che le persone si sarebbero portate a casa. Me ne sono andato. Un salto nel vuoto, ma fatto con emozione, non con paura. Se lavoriamo insieme, l'esperienza deve lasciare qualcosa al tuo pubblico, non solo fare numeri.
Prima lo provi, poi decidi
La realtà virtuale non si capisce raccontandola. Quando descrivo una demo e quando la faccio provare, le reazioni sono due cose diverse. Per questo parto spesso da una piccola demo, prima del progetto completo. Poi chiamate fisse, scadenze su risultati intermedi, e sono sempre raggiungibile per un chiarimento o una modifica. Se qualcosa non va per una mia mancanza, sono il primo a correggerlo.
Il risultato prima di tutto
Il mio obiettivo è il miglior risultato possibile per chi mi affida un progetto. Se su una parte non sono sicuro di poterlo garantire da solo, coinvolgo i collaboratori giusti, oppure la costruiamo insieme, passo dopo passo. Ho visto chi preferisce sembrare più grande di quello che è pur di prendere un lavoro: non è il mio modo. I patti si fanno all'inizio.
Il lavoro è finito quando funziona senza di me
A Expo 2020 Dubai il personale del padiglione l'ho formato io: prima gli ho fatto provare l'esperienza, poi mi sono messo al posto del visitatore e l'hanno gestita loro. Da soli hanno portato avanti sei mesi e oltre 200mila visite.

I rapporti non si sfruttano
Se un rapporto di lavoro diventa amicizia, non la uso per ottenere uno sconto o un favore. Il lavoro di chi stimo si paga, sempre.